Operazione "Polenta Rescue": Destinazione (quasi) Punta Martin
Oggi avevamo un piano ambizioso: Punta Martin partendo dal Colle di Praglia. Un classico, un "must".

La realtà? Madre Natura ha deciso di regalarci il pacchetto "Esperienza Artica Estrema" senza sovrapprezzo:

​Nebbia: così fitta che a un certo punto ho scambiato un cespuglio per un escursionista perso.

​Vento: quel brio che ti ricorda che i miei 98kg servono a qualcosa (stabilità!).

​Gelo: quello che ti fa passare dal "che bel panorama" al "non sento più la punta del naso" in 3 secondi netti.

​Arrivati a Colle Gandolfi (circa 5 km di coraggio e goccia al naso), abbiamo convocato il Consiglio Supremo dei Camminatori. Da bravo Project Manager e da coordinatore di My trekking, ho applicato la metodologia Agile: Pivot immediato al Piano B.

​Perché diciamocelo: la vetta è un concetto astratto, ma il cinghiale è una certezza solida. 🧊➡️🍲

​Siamo rientrati alle macchine (altri 5 Km di brividi) con la velocità di chi sa che lo aspettano:

​Pappardelle che nuotano nel sugo.

​Polenta tattica antistaminica (contro il freddo).

​Brasati che spiegano il senso della vita.

​Dolci in quantità industriale per ripristinare il morale (e il girovita).

​Niente Punta Martin oggi, ma a Colle Gandolfi abbiamo vinto comunque. Perché il vero trekking non è arrivare in cima, ma arrivare al rifugio con abbastanza fame da ordinare anche il bis di dolci. 🍰🍷

​Alla prossima (sperando di vedere almeno a un metro di distanza)!