Ci sono giornate in montagna che mantengono esattamente quello che promettono: disconnessione dalla routine, aria buona e quella piacevole stanchezza a fine percorso che ti fa sentire vivo. Sabato 12 settembre ci siamo incamminati verso il Monte Ebro, la cima più alta dell’Appennino alessandrino, per un’escursione che ha saputo regalarci scorci suggestivi ed emozioni semplici.
Eravamo un bel gruppo affiatato di 15 persone, arricchito dalla presenza vigile e simpatica di due piccoli cagnolini che hanno trotterellato felici per tutto il tragitto.
Il cammino tra pascoli e incontri speciali
Il percorso si è snodato dolce e panoramico, con il meteo che ci ha graziati regalandoci una splendida luce per gran parte della camminata. Una delle sorprese più belle lungo il cammino è stata la presenza di tante mucche al pascolo: grandi, tranquille, immerse nel loro ritmo lento. Osservarle muoversi tra i prati alpini regala sempre quel senso di pace autentica che solo la natura incontaminata sa offrire.
Raggiunta la vetta dell’Ebro, il paesaggio si è trasformato: ci siamo trovati sospesi in un’atmosfera quasi magica, con un leggero gioco di nuvole poco sopra e poco sotto di noi. Guardare le valli aprirsi e nascondersi tra i vapori collinari ha dato al momento in cima un tocco di poesia in più.
La sosta al Rifugio Enzo Orsi
Durante la discesa ci siamo fermati al Rifugio Enzo Orsi, immerso nella quiete dei faggi. È stato sicuramente un ottimo punto d’appoggio per tirare il fiato, fare due risate e godersi il nostro pranzo al sacco sulle panche all’esterno. Certo, resta sempre un pizzico di rammarico nel constatare che la struttura non riesca ad organizzarsi per offrire anche solo un minimo di servizio di accoglienza o ristoro agli escursionisti di passaggio; ma, senza fare inutili polemiche, ci siamo goduti comunque la bellezza del luogo, la quiete della radura e la bellezza della condivisione.
Alla fine della giornata si torna a casa con le scarpe impolverate, i polmoni pieni d’aria pulita e la certezza che condividere la montagna con le persone giuste renda ogni itinerario un’avventura da ricordare.
Alla prossima camminata!